avere

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avere

(a'vere)
verbo transitivo
1. proprietà essere proprietario di qlco Abbiamo una casa al mare.
2. persona possedere un legame affettivo, di parentela e sim. con qlcu Ho molti amici. Ho solo un cugino.
3. qualità detenere una caratteristica, una qualità e sim. avere i capelli biondi avere una bella voce avere molta pazienza
4. abito portare indosso Ha una giacca elegante.
5. ricevere da altri avere una lauta ricompensa Hai avuto i soldi? Ha avuto quel che si meritava. Ho avuto sue notizie tramite un amico.
6. sensazione / sentimento provare una sensazione o un sentimento avere famefreddo avere mal di testa avere pauranostalgiavoglia
provare rancore Perché ce l'hai con me?
offendersi Se n'è avuto molto a male.
7. tenere dentro qlco Che cos'hai in quel sacchetto? avere le mani in tasca avere qlco in mano
8. età essere di una certa età Ha ottant'anni suonati.
9. tempo disporre di un certo lasso di tempo prima di una scadenza Ho poco tempo per preparare le valigie.
10. essere collocato a una determinata distanza rispetto a qlcu o qlco avere la piscina a cinque minuti da casa avere gli amici vicino
11.
seguito da infinito dovere fare qlco Ho da lavorare.
12.
verificarsi nella realtà L'incidente ha avuto luogo nella notte. La cerimonia ha avuto luogo in chiesa.
13.
avere rapporti con qlcu, qlco Ho a che fare con un irresponsabile. Non ho niente a che fare con questa storia.

avere

(a'vere)
nome maschile
1. spec. pl. le cose che si possiedono Ha sprecato tutti i suoi averi.
2. ciò che è stato incassato o che si deve ricevere A quanto ammonta il mio avere?
debiti e crediti

AVERE

verbo, che denota possedimento di cosa, ed è semplice, e coniugato: coniugato, o con se medesimo, o co' verbi d' attiva terminazione, ne' lor preteriti, e ne' futuri del soggiuntivo, e dello 'nfinito, ed egli è anche coniugato dagli altri verbi. Lat. habere. Gr.
Boc. n. 61. 4. Ad un luogo molto bello, che 'l detto Gianni avea in Cameràta. E n. 62. 9. Hò nondimeno, ec. trovato modo, che noi avremo del pane. E n. 7. 6. Il quale si crede, che sia il più ricco prelato, che abbia la Chiesa di Roma [cioè che si truovi in tutta la Chiesa] E n. 11. 11. Rispondea motteggiando, quasi per niente avesse quella presura [cioè tenesse, o stimasse] E n. 14. 15. Un sacco le donasse, e avessesi quella cassa [cioè tenesse, pigliasse, togliesse] E n. 18. 27. Darebbe opera a fare, che egli il suo piacere avesse [cioè conseguisse] E n. 67. 7. Che avesti Anichino? Duolti così, ch' io ti vinco? [cioè che ti sentisti?] E similmente, nov. 69. 17. Or che avesti? Che fai cotal viso? E n. 76. 15. Ma che n' avesti, sozio alla buona fe? avestine sei? [cioè cavastine] E nov. 11. avendo per santissimo huomo [cioè riputandolo] E nov. 27. 32. E abbigli per fratelli, e per amici [cioè tiengli in luogo] E nov. 54. 3. Voi non l' avrì da mi, Donna Brunetta, voi non l' avrì da mi, alla lombarda.
Dan. Par. 17. Che l' animo di quel, ch' ode non posa, Ne ferma fede per esempio ch' haia [cioè abbia] all' antica. E Inf. c. 32. Ma perch' io non l' abbo, verbo antico, e vale quanto Ho, e non ha se non questa voce, e abbiendo, e abbiente.
Vita Crist. D. abbiendo da vivere, e vestimento, secondo la convenevole necessità, e non a soperchianza.
N. ant. 1. 6. Messere, questa pietra vale la miglior Cittade, che voi avete. E nov. 2. 4. Mandoe per questo Greco, ed ebbelo in luogo segreto [cioè condusselo, menollo] E nov. 54. 2. Che ordinò questa gentil donna? Ebbe uno cavallo, e da' suo' fanti il fece vivo scorticare [cioè procaccio, provvide]
Introd. alle virt. Insegnarla a Malcometto perfettamente, perchè l' avesse bene a mano [cioè la trattasse, e la maneggiasse bene] il che diremmo anche Aver su le punte delle dita.
¶ In vece del verbo ESSERE
Bocc. n. 34. 12. Al mostrar del guanto rispose, che quivi non avea falconi al presente, perchè guanto v' avesse luogo [cioè non v' era falconi]
G. V. 1. 44. 2. E portò seco del vino, il quale dagli Oltramontani non era usato, ne conosciuto per bere, perocchè di là non avea mai avuto vino, ne vigna [cioè non ve n' era mai stato]
Pet. canz. 4. 1. Mentre Amor nel mio albergo a sdegno s' ebbe [cioè fu a sdegno]
Quando i nomi, ch' egli ha dopo non hanno, ne articol, ne altro verbo, diventa egli il verbo di esso nome, e, per lo più, col suo significato s' unisce.
Boc. proem. 3. Diede per legge incommutabile a tutte le cose mondane aver fine [cioè finire, e consumarsi] E n. 1. 7. Aveva oltre modo piacere, e forte vi studiava [cioè si compiaceva, e ne gustava] E nov. 4. 10. Avendo forse riguardo al grave peso della sua dignità [cioè avvertendo, e riguardando] E n. 11. 9. Avendo tuttavia pensiero, come trarre il potessero delle mani del popolo [cioè pensando] E nov. 12. 4. Ma non dimeno ho sempre avuto in costume, camminando, ec. [cioè ho costumato, usato]
Dan. Inf. c. 33. Che se 'l Conte Ugolino aveva voce D' aver tradito [cioè era in voce] E can. 21. Giù t' acquatta Dopo uno scheggio, ch' alcun schermo t' haia [cioè ti faccia] E Purg. c. 5. Quel da Esti il fe far, che m' avean in ira [cioè era adirato meco] E Inf. c. 15. E quanto io l' abbo in grato mentre io vivo [cioè lo gradisco]
Petr. canz. 3. 1. Se non se alquanti, ch' hanno in odio il Sole. E Son. 83. Però, Signor mio caro, haggiate cura [cioè proccurate] Viene dal verbo HAGGIO, che è tanto quanto HO, ma non ha se non le voci del tempo presente del subiuntivo, e quella della prima persona del presente indicativo.
Petr. Son. 19. V' haggio profferto il cuor, ma a voi non piace, Mirar sì basso.
E senza il Sust. dopo di se, e possono intendersi coniugati in virtù.
Diario del Monaldi. Al tutto se i minuti avessero vinto, ogni buon cittadino, che avesse, sarebbe stato cacciato di casa sua [cioè che possedesse facultà]
M. Luca da Panzano. Avendo io da alcuno mio fidato amico, che Carlo Gherardini, ec.
Boc. nov. 39. 7. Donna, io ho avuto da lui, ch' egli non ci può esser di qui domane [cioè io ho avuto avviso] E n. 18. 22. Perchè parte parve al medico avere della cagione della infermità del giovane [cioè aver trovata, rinvenuta, investigata] E nov. 17. 38. Avendo sempre l' animo, e 'l pensiero a quella donna [cioè avendo l' animo volto, e indiritto]
E, Lab. num. 85. Donde che tu te l' abbi, niuna cosa te n' asconderò [cioè donde tu te lo sappi]
E in signf. neu. pass.
G. V. 2. 83. 4. E per lettere di nostri Cittadini degni di fede, s' ebbe, come a Sibastía, ec. [cioè s' intese.]
Coniugato co' verbi d' attiva terminazione, tanto di significato attivo, quanto di neutro, sottentra al mancamento delle voci de' loro tempi, in questo linguaggio, e fanne la formazione, senza alterar niente il significato del verbo, col quale si coniuga, sì come anche talora usano i Greci. Flos. 51.
Bocc. n. 94. 12. Signori, io mi ricorda avere alcuna volta inteso. E nov. 29. 4. Ne s' era ancora potuto trovar medico, ec. che di ciò l' avesse potuto guerire, ma tutti l' avean peggiorato. E n. 69. 19. E holti buona pezza taciuto [cioè holloti, e hottelo, e te l' ho: affiso di verbo, d' articolo, e di pronome]
Petr. Son. 124. Ch' han fatto mille volte invidia al Sole [cioè hanno cagionato in lui invidia]
Cavalc. Medic. cuor. Poi ch' io fu' monaco, mi abbo saputo vincere, che mai, ec.
Tes. Br. 1. 3. Per dimostrare le tre diverse nature, ch' io abbo divisate.
Vit. Crist. E state sicuramente, imperciocchè io abbo vinto il Mondo. E appresso. Abbiendo Mes. Giesù, compiuti li 29. anni.
G. V. 7. 101. 1. Abbiendo raunata grande oste in Toscana: participio attivo da ABBO
Fra Giord. Salv. Andò con l' armi de' pastori, con una rombola solamente, ed ebbeti morto costui. E questo modo di dire così tronco, è usitato dagli antichi: mette più avanti agli occhi, e con più agevolezza, e brevità.
E in signific. pass. modo singulare, perciocchè 'l passivo lo coniuga il verbo ESSERE.
Liv. M. Tutti furo battuti con le verghe nel mezzo della piazza, ed ebbono tagliata la testa [cioè fu loro tagliata]
Dan. Inf. c. 1. Poich' ei posato un poco il corpo lasso.
Coniuga eziandio se medesimo.
Bocc. Introd. 27. Non si saria stimato tanti avervene dentro avuti [cioè esservene] E n. 12. 4. Ho sempre avuto in costume, camminando, ec. E n. 61. 8. Della quale ho avuto a queste notti la maggior paura, che mai s' avesse.
Liv. M. E la 'nvidia, ch' io avrei avuta di continuare il magistrato, sia appiccolata [cioè mi sarebbe avuta]
E ancora coniugato dagli altri verbi.
Bocc. n. 1. 10. Io intendo di farti avere il favor della Corte. E n. 18. 27. E così mi potrete aver sano.
Ed è coniugato ancor dal passivo.
Boc. proem. 5. E si ancora, perchè vi sia più caro avuto.

AVERE

nome, facultà, ricchezze. Lat. facultates, census, us, opes.
Bocc. n. 1. 13. E per avventura non solamente l' averi ci ruberanno, ec. E nov. 31. 22. La povertà non toglie gentilezza ad alcuno, ma si ben l' avere.
G. V. 12. 56. 1. Gli diè rappresaglia sopra i Fiorentini in avere, e in persona, in tutto 'l suo reame.
Tes. Br. 1. 33. Anchises, e Enea suo figliuolo, fuggiro allora di Troia, e portò con seco grande avere.
Dan. Inf. c. 11. Nel prossimo si danno, e nel suo avere Ruine, incendj, e tollette dannose.
Traduzioni

avere

have, credit, be hungry, correspond, have got, be, get, have go, lead, meet with, to have got, wear, obtain

avere

mít, mýt

avere

havi

avere

haber, tener

avere

olla, omistaa, olla jollakulla

avere

hafa

avere

habere

avere

,

avere

έχω

avere

авоари, имам, имот, притежавам

avere

tenir

avere

have, er

avere

dâštan [dâr-]

avere

haber, haberes

avere

tureti

avere

avea

avere

na, pata

avere

maty

avere

imati

avere

(病気などに)かかっている, 持っている

avere

~을 겪다

avere

ha

avere

mieć

avere

ha

avere

ได้, รู้สึก เป็นโรค

avere

cảm giác, có