appropiare, e appropriare

APPROPIARE, e APPROPRIARE.

attribuíre, far proprio, recare in proprietà, contrario d' accomunare. Lat. assignare, attribuere.
G. V. 5. 30. 1. Ebbono il Castello di Simifonti, e fecionlo disfare, e il poggio appropriare al Comune. E lib. 9. 59. 1. Rendessero i loro beni a' Ghibellini, e Guelfi di Lucca, che gli s' avevano appropiati.
Filoc. lib. 6. 105. Benchè questo a me io non possa appropiare.
Dan. Par. 6. L' uno al pubblico segno i gigli gialli, Oppone, e l' altro appropria quello a parte.
Pass. car. 350. Come ha fatto delle parole sacramentali, ec. non è lecito a huomo vivente diputarle, e appropriarle a tale uso, di portarle scritte addosso [cioè applicarle]
¶Per paragonare, e assimigliare. Lat. conferre, comparare.
Fior. di vir. Puossi appropriare la virtù della providenza alla formica, la quale è sollecita di trovar la state quello, di che dee vivere il verno.
E, favellando, di medicamenti, diciamo essere appropriato a un malóre: aver proprietà di sanarlo. Lat. Vim sanandi, habere,
Passav. car. 331. Il Diavolo ec. potrebbe sanare uno in un subito, ec. ma con medicine appropriate, le quali egli sa meglio, che niuno medico, che sia al Mondo,
e Appropiare una cosa, diciamo affermarla costantemente, e senza niuna dubitazione. Lat. asseverare.