capere

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CAPERE.

verbo latino, pigliare.
Dan. Purg. c. 20. E nel Vicario suo Cristo esser catto.

CAPERE.

aver luogo, esser capace. Lat. capi.
Bocc. n. 44. 8. Via, faccialevisi un letto tale, quale egli vi cape. E n. 60. 14. E tante femmine concorsono nel castello, che appena vi capeano.
Dan. Par. 17. Che come veggon le terrene menti Non capere in triangolo due ottusi. E can. 3. Che vedrai non capére in questi giri. E can. 23. Come fuoco di nube si disserra Per dilatarsi, sì che non vi cape [cioè non ha tanto luogo, che vi cappia]
¶ Per metaf.
Bocc. n. 56. 3. Secondo, che nell' animo gli capea. E n. 89. 4. E però nel mio giudicio cape tutte quelle esser degne di rigido, e aspro gastigamento.
Petr. Son. 262. Mio ben non cape in intelletto umano. E Son. 150. Ne 'n pensier cape, non che 'n verso, o 'n rima.
¶ Diciamo non capére in se stesso, quando l' huomo, o per soverchia allegrezza, o altra alteratione, non si può contener di non ne dar segno.
Bocc. n. 79. 20. Bruno aveva sì gran voglia di ridere, che egli, in se medesimo, non capea. E n. 85. 12. E andava saltando, e cantando, tanto lieto, che egli non capeva nel cuoio.
¶ E in signif. att. ricevere, avere in se.
Dan. Purg. 18. E questa prima voglia, Merto di lode, o di biasmo non cape.
Diciamo anche CAPIRE, ma per lo più in significato di comprender con lo 'ntelletto. Io non la posso, capíre, Io la capísco.