coda

coda

('koda)
nome femminile
1. estremità posteriore del corpo di un animale coda del cane coda del cavallo
figurato essere suscettibili perché ci si sente in colpa
figurato essere dispiaciuto, mortificato
2. parte terminale di qlco la coda dell'aereo la coda di una processione
il suo angolo esterno guardare con la coda dell'occhio
figurato essere senza senso, senza ordine Il tuo ragionamento non ha né capo né coda.
3. estens. prolungamento di qlco la coda di un abito da sposa pianoforte a coda
il suo strascico luminoso
4. colonna di persone o di mezzi fare la coda allo sportello Ci sono 10 km di coda.
in fondo mettersi in coda

CODA.

quella parte del corpo de' bruti, che sta opposta al capo, ed è congiunta alla spina della schiena. Lat. cauda.
Boc. n. 90. 10. E questa sia bella coda di cavalla, ec. Bestia, che tu se, ec. Qual cavalla vedestù mai senza coda? E n. 79. 2. E non v' incresca infinattanto, ch' io abbia fatto le code a questi topi.
Dan. Inf. c. 17. Ecco la fiera con la coda aguzza, Che passa, ec. E can. 24. Quelle ficcavan per le ren la coda, E 'l capo. E Purg. 4. Quei, che più n' ha colpa, Vegg' io a coda d' una bestia tratto.
Petr. cap. 10. Urtar come lioni, e come draghi, Con le code avvinghiarsi.
Bocc. nov. 60. 12. Trovarono in essa una penna di quelle della coda d' un pappagallo.
¶ Per similitud. membro genital dell' huomo. Lat. penis, cauda salax.
Bocc. 21. 11. Forse stimava, che egli così senza coda, come senza favella fosse. E n. 61. 10. Fantasima fantasima, che di notte vai, a coda ritta ci venisti, a coda ritta ten' andrai. E g. 4. p. 14. Mostra male, che conoscano, che perchè il porro abbia il capo bianco, che la coda sia verde : proverbio, che significa robusta vecchiezza, atta a' servigi di Venere. E n. 77. 25. Lo Scolare, che di mal pelo avea taccata la coda. E questo è proverbio, e si dice di chi si ricorda delle ingiurie, e a suo potere vuol vendicarsene. E g. 5. f. 3. Monna Aldruda levate la coda, che buone novelle vi reco: principio di canzone antica perduta, detta infrasconaia, e può valer: pigliate baldanza.
Coda si dice anche all' estrema parte dell' occhio, allato alla tempia. Onde Guardar con la coda dell' occhio. Lat. limis oculis aspicere.
Bocc. n. 77. 5. E cominciatolo con la coda dell' occhio alcuna volta a guardare. E n. 26. 18. Io t' ho avuti miglior bracchi alla coda, che tu non credevi: quasi proverbio, e vale. Io t' ho saputo far codiare, e spiar con diligenza i tuoi andamenti: metafora tolta da' cani, nel seguir la fiera alla coda.
Dicesi anche CODA all' ultima parte d' uno esercito, quando e' cammina.
M. V. 9. 52. Il Marchese avendo a petto il bello, e grande esercito, non si poteva volgere indietro a dar soccorso a Pavía, per non avere i nimici alla coda.
Si dice anche Far coda, quando una moltitudine d' huomini va dietro a qualche gran personaggio, per corteggiarlo, e per onorarlo. Lat. aliquem cum pompa comitari.
Stor. Aiolf. Donò Aiolfo l' arme, e 'l cavallo a' saccomanni della stalla, onde che tutti gli facien coda.
Agn. Pand. Ma far, come fanno i più: sottomettersi a questo, far coda a quest' altro, per soprastare a' più degni:
diremmo anche ciò. Far codazzo.
G. Vill. 10. 98. 2. E lo 'ngrato popolo di Roma, gli fece coda Romana. Questo è un giuoco, che fanno i fanciulli, ruzzando, nel quale corrono attorno appiccati con le mani a' vestimenti l' un dietro all' altro. Qui vale, che gli andaron dietro schernendolo. E beffandolo.
Diciamo in proverb. Ligiar la coda, ed è quello, che noi diciamo piaggiare, o far moíne, tolta la metaf. da quello stropicciar che si fanno talora i gatti, per addimesticargli. L. blandiri.
E Mettere dove non va il capo la coda, che vale l' essere entrante, e cercar d' ottener, per ogni guisa, lo 'ntento suo.
E, Nella coda sta il veleno, cioè, che nell' ultimo è la difficultà, e 'l pericolo, tolta la metafora da' Serpenti, che forse nella coda, più che in altra parte, hanno raccolta la malvagità del veleno.
E quell' altro, L' asino non conosce la coda, se non quando e' non l' ha, che è conoscere il bene, quando e' s' è perduto. Lat. malo accepto, stultus sapit. Fl. 251.
Lorenz. Med. canz. Che la coda par conosca L' asinino quando e' non l' ha.
E quell' altro. Egli è meglio esser capo di gatta, che coda di Lione, cioè: essere il maggior tra i piccoli, che il minor tra i grandi. Lat. malo hic esse primus, quàm Romae secundus.
E Mangiare il porro dalla coda, cioè fare a rovescio.
E Guastar la coda al Fagiano, si dice di chi, narrando un fatto, lascia il più bello. Lat. Ver ex anno extollere.
E Capo, e coda : principio, e fine.
E CODA diciamo anche a i crini delle cométe.
CODA chiamano le donne i lor capelli. Lat. capillitium.
E si dice anche allo strascico del manto de' Cardinali, e de' Prelati. Lat. syrma. Gr. : e CAUDATARIO. quegli, che lo sostien loro, in camminando.
E da CODA diciamo CODIONE, o CODRIONE, che è l' estremità delle reni sopra 'l sesso, più apparente negli uccelli, che negli huomini. Lat. orrhopygium. Gr.
E, CODIROSSO, uccello di coda rossa, spezie di beccafico.
Traduzioni

coda

tail, queue, line, coda, to drop someone a line, to turn tail

coda

queue

coda

дръжка, опашка

coda

ocas, fronta

coda

hale, kø

coda

vico, vosto

coda

cola, rabo

coda

dom, saf

coda

cauda

coda

coadă

coda

kö, svans, stjärt

coda

kuyruk

coda

chereda

coda

häntä, jono

coda

red, rep

coda

列, 尾

coda

꼬리, 줄

coda

hale,

coda

fila, rabo

coda

แถวยาว, หาง

coda

cái đuôi, hàng

coda

[ˈkoda] sf
a.tail; (di abiti) → train
coda di cavallo (acconciatura) → ponytail
vettura/fanale di coda → rear coach/light
in coda a (veicolo, treno) → at the rear of (processione) → at the tail end of
con la coda fra le gambe (fig) → with one's tail between one's legs
avere la coda di paglia (fig) → to have a guilty conscience
guardare con la coda dell'occhio → to look out of the corner of one's eye
incastro a coda di rondine → dovetail joint
b. (fila) → queue (Brit), line (Am)
fare la coda, mettersi in coda → to join the queue, queue (up) (Brit), line up (Am)
c. (Culin) coda di rospofrogfish tail