d

d

(di)
nome maschile-femminile invariabile
quarta lettera dell'alfabeto
nella compitazione spec. telefonica delle parole

D.

Lettera, che ha gran parentela con la T, e perciò molte voci latine, nel farsi nostrali, hanno mutato il T in D. come più dolce di suono, Latro ladro, Potestas Podestà, Litus Lido. Acconsente dopo di se solamente la R, oltre alle vocali, tanto in principio, quanto in mezzo della dizione, e nella stessa sillaba, con perdere alquanto di suono, come DRAGO, SALAMANDRA. Riceve avanti di se, nel mezzo della parola, ma in diversa sillaba, La L, N, R, S, come GELDRA, BANDO, VERDE, DISDICEVOLE. Ma la S si trova di rado in mezzo di parola, e quasi sempre ne' verbi composti dalla preposizione DIS, come DISDIRE. Nel principio si trova più spesso, come SDEGNO, SDENTATO, e deesi sempre profferire la S, avanti, nel secondo suono, e più rimesso, come nella voce accusa, conforme al detto nella lettera S. Raddoppiasi nel mezzo, quando egli occorre, come FREDDO, addurre.
Traduzioni

d

andernteils, außerdem, übrigens, zudem

D

d [di] sf o m inv (lettera) → D, d
D come Domodossola → D for David (Brit), D for Dog (Am)

D

[di] abbr
a. =destraR
b. (Ferr) = diretto