fummo, e fumo

FUMMO, e FUMO.

Vapor, che esala da materie, ch' abbruciano, o che son calde. Lat. fumus.
Dan. Purg. 33. E se dal fummo fuoco s' argomenta.
Bocc. n. 50. 12. E sfogato fu alquanto il fummo.
Tes. Br. 5. 17. Pecchie, ec. Elle fanno Re, e oste, e battaglia, e fuggono, per lo fummo, e raunansi, per suono di ferro, o di pietre, o di cosa, che faccia gran romore.
M. V. 3. 98. E, fatto questo, cognoscendo, che altra medicina bisognava, a riducer costui alla via diritta, che suono di campane, o fummo di candele.
Dan. Inf. c. 8. Se 'l fummo del pantan nol ti nasconde.
E fummo d' accidia disse Dante, Inf. c. 7. volendo significar la caligine de' pensieri accidiosi.
Dante, Inf. c. 7. Portando dentro accidioso fummo.
¶ Metaforicam.
Dan. Par. 18. Ond' esce 'l fummo, che 'l tuo raggio vizia.
¶ Per vanità.
M. V. 9. 30. I Sanesi, ec. La profferta, ec. La qual feciono, che sì convertì in fummo [cioè svanì]
Petr. Son. 124. Che quanto io miro par sogni, ombre, e fumi.
¶ Per vanagloria.
M. V. 8. 67. Vantandosi di lor cuore, e ardire, col fummo della vittoria, senza contasto, si fermarono.
Aver fummo, diciamo, per aver superbia, albagía, alterígia. Lat. magnos spiritus habere.