g

g

(dʒi)
nome maschile-femminile
settima lettera dell'alfabeto
detto nella compitazione, spec. telefonica, delle parole

G

lettera compagna del C, laquale, anch' ella, ha due suoni diversi, perchè posta avanti all' A, O, U, ha il suono più rotondo, come GALLO, GOTA, GUSTO e avanti all' E, ed I, ha il suono più sottile, o aspirato, come GENTE, GIRO; onde, per necessità di proprio carattere, per servircene nel primo suono con la E, e con l' I, pogniamo dopo la H, come GHERONE, GHIRO. Questo Gh, quando ne seguita l' I, ha anch' egli due suoni, l' uno più rotondo, e grosso, come GHIRLANDA, VEGGHI dal verbo vedere: l' altro più sottile, e schiacciato, il quale, per lo più, avviene, quando all' I segue un' altra vocale, come GHIANDA, GHIERA, VEGGHIA: e a cotali suoni, per isfuggire errore, sarebbe bisogno proprio carattere a ciascheduno. Delle consonanti riceve dopo di se, nella stessa sillaba, la L, N, R, Come NEGLETTO, GLORIA, EGLI, REGNO, INGRATO, GRETOLA: bene è vero, che dopo la L, dove non seguita l' I, per esser suono, per sua durezza sfuggito da questa lingua, si truova di rado. Quando alla L col G avanti, seguita l' I, intal caso ha due suoni: l' uno più rotondo, e grosso, come NEGLIGENTE, il quale non è molto ricevuto da noi: l' altro più sottile, o schiacciato, come GIGLIO, FOGLIO: e questo è nostro proprio. Aggiunto, come s' è detto, il G alla L, e N, gran parte gli fa perdere del suo suono, come AGLIO, RAGNA. Consente avanti di se La L, N, R. S nel mezzo della parola, e in diversa sillaba, come VOLGO, VANGA, VERGA, DISGREGARE, benchè la S si trovi in mezzo di rado, e per lo più, in composizione, con la preposizione DIS. Ma nel principio di parola, più frequentemente, come SGARARE: e si pronunzia sempre la S avanti al G, nel secondo modo, cioè nel suono più rimesso, come nella voce ACCUSA. Raddoppiasi questa lettera nelle nostre voci molto spesso, come POGGIO, OGGI, ec.
Traduzioni

G

g [dʒi] sf o m inv (lettera) → G, g
G come Genova → G for George