pontare

PONTARE.

Appoggiare, aggravando con forza, per ispignere, o ritenere. Lat. urgere.
Bocc. nov. 28. 23. Ed egli stesso pontar col capo nel coperchio dell' avello.
Dan. Purg. 20. E quella ponta, Sì ch' a Fiorenza fa scoppiar la pancia. E Inf. c. 32. Come si converrebbe al tristo buco. Sopra 'l qual pontan tutte l' altre rocce.
Declam. Quintil. C. Se io nel primo colpo non mi darò mortal ferita, aiutate la diritta mano, e pontate la lancia.
Amm. ant. S' io disputassi non ponterei lo piede, ne tragitterei la mano, ne alzerei la voce.
¶ Onde in proverbio, Pontare i piedi al muro, è stare ostinato, e fermo nel suo proposito, e non si lasciar persuadere.
¶ Per metaf.
Dan. Par. 4. Queste son le quistion, che nel tuo velle Pontano igualemente.
E da PONTARE forse PONZARE, che è quella forza, che si fa per mandar fuor gli escrementi del ventre, e quella che anche fanno le donne, per mandar fuora il parto: onde in proverbio: ponza un po' più, e fallo maschio: cioè pena, o indugia, un puo più, e fa bene.