volonta

VOLONTA.

Potenzia motiva dell' anima ragionevole, per la quale l' huomo desidera, come buone, le cose intese, o le rifiuta, come malvage.
Tes. Br. 8. 49. Volontà si è un leggier mutamento, che alcuna volta viene al corpo, e al cuore, per alcuna cagione, sì come allegrezza, cupidità, cruccio, malizia.
Com. Purg. 16. La volontade è nella parte intellettiva dell' anima, sì che chiaro appare, che la volontade non è subbietta alli celestiali corpi.
Teolog. Mist. La volontà è quella potenzia, per la quale l' anima ama il suo creatore.
Bocc. nov. 98. 33. Chi dunque, lasciata star la volontà, e con ragion riguardando, più i vostri consigli commenderà.
Dan. Par. 3. Frate, la vostra volontà quieta Virtù di carità.
Lib. dicer. Avvegnachè noi non parliamo sopra volontade, tuttavolta non possiamo tacere.
¶ Per voglia, disiderio. Lat. voluntas, cupiditas.
Bocc. nov. 65. 12. E se non fosse, che volontà lo strinse di saper più innanzi, egli avrebbe, ec. E nov. 33. 10. In tanta volontà di questo fatto l' accese.
Col DI, segno di caso avanti, diventa avverbio, e vale volontariamente.
Bocc. nov. 3. 3. Sì era avaro, che di sua volontà non l' avrebbe mai fatto, e forza non gli voleva fare.
¶ Per, di voglia. Lat. avidè.
Mir. Mad. M. Non essendo egli altramenti obbligato al digiuno, cominciò a mangiare di volontà.