piagnere, e piangere

PIAGNERE, e PIANGERE.

Mandar fuor per gli occhi le lagrime, che, per lo più, si fa per dolore. Lat. lugere, flere, lacrymari.
Bocc. n. 17. 10. Con quelle insieme dolorosamente cominciò a piagnere. E nov. 4. 8. Tutta smarrita, e temendo di vergogna, cominciò à piagnere. E n. 15. 21. Di che egli piagnendo, come colui, che chiara vedea la sua disavventura. E nov. 27. 12. Madonna, levate sù, e non piagnete. E num. 14. La qual morte io ho tanto pianta, quanto; dolente a me.
Petr. Son. 191. Voi possedete, ed io piango il mio bene.
Dan. Par. 9. Che pria volse le spalle al suo fattore, E di cui è la 'nvidia tanto pianta. E Purg. 19. Che sola sovra noi, omai si piagne.
Mor. S. Greg. Spesse volte ritornando a loro, sì considerano di qual condizione essi sieno, e piangonsi d' aver voluto adoperare cose contrarie alla verità [cioè si dolgono, e si lamentano]
Petr. Son. 51. Dove, rotte dal vento, piangon l' onde [cioè fremono, a simiglianza di chi piagne] E Son. 264. Avrei fatto, parlando, Romper le pietre, e pianger di dolcezza.